sabato 8 settembre 2012

Sorgere



Sorge insieme ogni giornata, mentre il sole fa la guardia sulla casa che abitiamo.

Prendo vita alle 6:00 come ogni mattina. L’orologio dell’abitudine.
Regalo il primo minuto a me stesso, godo pienamente del passaggio dal sonno alla veglia.
Ti osservo dormire. È un sonno leggero, a volte inquieto. Sembri un paracadutista che dopo aver volato sta per arrivare a terra. Anche tu stai per riprendere i sensi. Spero sempre che avvenga mentre ti osservo. E’ mia premura essere presente nel momento in cui passi dai sogni alla realtà. 
Meriti un’accoglienza che attutisca il colpo.

Nei minuti che seguono il risveglio le tue palpebre si accartocciano ripetutamente, addomestichi la vista. Le tue labbra dipingono un sorriso. Ti sforzi, ne sono a consapevole, vuoi regalarmi un disegno pacifico.
Mi stai accogliendo.

Nel nostro letto siamo più fragili di una barchetta di cartapesta in mare aperto e questo ci rende speciali, ci doniamo quello che di noi il mondo non conoscerà mai.
D'improvviso l’incantesimo si spezza, il tempo è scaduto. E’ tardi! E dal primo “è tardi” sarà sempre tardi.
Indossiamo l’armatura di tutti:
ci alziamo,
laviamo,
facciamo colazione,
prendiamo la macchina,
andiamo a lavoro,
mangiamo,
lavoriamo
mangiamo,
andiamo a dormire.
Non sto male tra la gente ma sto meglio da solo, con te.


3 commenti:

  1. L'armatura di tutti...
    Molto efficace.

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  2. "Nel nostro letto siamo più fragili di una barchetta di cartapesta in mare aperto e questo ci rende speciali, ci doniamo quello che di noi il mondo non conoscerà mai."

    davvero bello questo batpostpensiero :)

    (non avevo visto che avevi usato la foto che ti ho scippato io :D )

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  3. Grazie naimablu! Mi sa che ci piacciono le stesse foto e meno male :)))

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