Visualizzazione post con etichetta Poesie o presunte tali.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesie o presunte tali.... Mostra tutti i post

lunedì 27 marzo 2017

Le nonne, ricordi delle case di un tempo


Nelle case di un tempo
c’è sempre un orologio
che riempie i silenzi
insieme agli scricchiolii
delle vite
e degli armadi
zeppi di vestiti
che è un peccato buttare.
Nelle case di un tempo
ci sono luci diverse
vetrate opache
e scale ripide
per fermarsi a pensare
dentro penombre
dove cercare conforto
e darsi un contegno.
Nelle case di un tempo
c’è sempre un orologio
che ricorda la vita di un tempo
le donne di un tempo
sedute in silenzio
i pomeriggi
in penombra
pensando alla cena da mettere in tavola
e immaginando con timore
le difficoltà del mondo
oltre le vetrate
opache.

PAGINA FACEBOOK: Anto Superbat
INSTAGRAM: antosb

lunedì 9 maggio 2016

The horizon


The horizon is not for donkeys
nor for lazy
it is no place for those with curt answers
without moist eyes.
The horizon is a line
but it is not a margin
not a border
not a wall
or a barrier. 

lunedì 28 marzo 2016

Il taccuino

C’è un posto segreto in cui si può essere se stessi. Pessimi o magnifici, sensibili.
Dentro quest’armatura di carne c’è un posto, che non so individuare, dove sono racchiusi pensieri di inumani momenti e idee fantastiche di periodi sublimi.
C’è un posto segreto in cui io posso scrivere me stesso ed è il mio taccuino. Il prolungamento della mia coscienza, dei miei vizi. miserie e virtù. Delle volte penso a quando non ci sarò più e sorrido pensando a quando qualcuno leggerà. Mi auspico abbia l’apertura mentale per considerare i miei appunti, le poesie e le parole sparse come il fulcro più sincero di un uomo.
Ieri ho scritto qualcosa che parla di me (come quasi tutto ciò che scrivo), anche se incita altri.


NON SMETTERE
Non restare a guardare
con gli occhi spalancati e pupille immobili
i sogni che ti passano davanti
afferra il tuo
guardatevi
e qualunque cosa tu stia facendo
portalo nel mondo
tenendolo per mano come un bambino con il suo palloncino.
Siate gemelli siamesi
litigate e sudate
insieme.
Apprezza la sua invadenza
senza temere per la sua sopravvivenza
le sconfitte
devi sapere
hanno il potere di renderlo caparbio. 

venerdì 25 dicembre 2015

Cedo al Natale


Lampeggiano le luci
segnalano pericoli
di perdersi in buonismi
e buonissimi
sintomi di resa.
Combattete voi
se volete
anche oggi.
Non voglio pensare neppure
a quanto sia poco rispettabile
deporre le apprensioni
e predisporsi alla pazienza
in un pacchetto di giorni
confezionati a tavolino. 

domenica 15 novembre 2015

Domenica mattina, la spiritualità dei boschi


Credo che l'otturatore della macchinetta fotografica si sentisse a disagio a rubare la "scena uditiva" a foglie e brecciolina compresse dai miei scarponi. 
Ho navigato 

in un lago di foglie 

domenica 18 ottobre 2015

In una palla di vetro, con la neve

Vorrei saperti magra di pensieri
e spoglia d’incertezze
vorrei farmi piccolo
come quando
la sera
d’inverno
sotto le coperte
mi sussurri cose che nessun’altro saprà mai
e la tua voce sembra il miglior reading poetico
messo su per gli abitanti del paradiso.

mercoledì 30 settembre 2015

Crescere

Il riscontro molto positivo come presenze e come commenti lasciati da persone sconosciute sul diario che porterò a casa al termine, mi fa essere molto felice della MOSTRA POETICO-FOTOGRAFICA che è tutt’ora in corso a Cusano Mutri (Benevento). Di questo avrò tempo di parlarvi più in là.
Oggi mentre ero sotto la doccia ho appuntato nella memoria (a breve termine) prima e sul telefono poi, queste parole che ho intitolato “Crescere”.

mercoledì 19 agosto 2015

Di tanto in tanto, gita al lago


Le cose che non trovi
non è detto non ci siano
e le cose che cerchi
potrebbero scorrerti dinnanzi
mentre continui a guardare
a destra e a sinistra
a svoltare
risvoltare
trattando il mondo come un calzino
che se ci pensi bene
è l'ultima parte
del tuo abbigliamento. 

mercoledì 29 luglio 2015

Vorrei decomprimere i sogni (e dargli una vita 3d)


Colleziono bozzoli di sogni
non a buon mercato.
Di tanto in tanto
li cerco e non li trovo
devono essere stipati in un organo
congelati in azoto liquido.
Colleziono bozzoli di sogni
vorrebbero essere crisalidi
ma avrei bisogno di un posto
un sistema solare
in cui valga la pena
procurarsi dei sogni
anche se non sono a buon mercato
e convincerli a venir fuori
come le lumache dopo la pioggia.
E poi mi servirebbe del tempo indefinito
che tenga lontano le ansie
a mi responsabilizzi la dedizione
per farli crescere
sagomare in ogni direzione
abituarli pian piano all’esistenza
come uno scalatore
alla pressione dell’ossigeno
senza paura
che la realtà
li appiattisca
e li declassi
a utopie.

mercoledì 24 giugno 2015

Viviti


Dirigiti al largo
prima di naufragare in un angolo
non cercare una via d’uscita
costruisci una ripartenza.
Assorbi le amarezze
ma urla le rabbie
affinché non si trasformino in lamenti
ché non si respira
inspirando soltanto.
Metti passione
in ogni azione
non portare in giro un corpo
fai viaggiare le idee.
Esaltati
quando pensi di poter cambiare il mondo
o quando ritieni di aver capito il mondo prima di tutti
non sarà vero
ma ne sarà valsa la pena.

                                                                                      © Anto Superbat


giovedì 14 maggio 2015

Esercizio all'ascolto


                                                                            © Anto Superbat

lunedì 29 dicembre 2014

Precipitiamoci


Quando il fondo sarà a pochi centimetri 
potremmo alzare la testa 
guardare il cielo da lontano
vederlo scuro e immaginarlo chiaro
pulire la sofferenza raggrumata in lacrime 
tentare di asciugare le ali umide
lanciarci 
provare a volare,
ma il vuoto durerebbe un attimo 
il tempo di un passo
in basso. 
Se avessimo il coraggio 
di tanto in tanto
di guardarci da lontano
col capo chino
ma il collo ritto 
le ali in tasca
ma lo stomaco agitato dalla speranza
e se riuscissimo ad avere in quel momento
 l’obiettività di vederci infelici,
avremmo il coraggio di lanciarci 
quando la nostra realtà non è il penultimo gradino di una discesa
ma  ancora un piedistallo.
Avremmo più tempo per precipitare
e per imparare a volare. 

© Anto Superbat


sabato 22 novembre 2014

Quando incontrammo la natura


Ci fermammo 
e in silenzio scrutammo
sentendoci meno di piccoli
e più invisibili di trasparenti
come gocce d'acqua in una borraccia
di viaggiatori stanchi
dinnanzi a una sorgente senza confini.
Più inutili 
delle parole
che non dicemmo.



domenica 5 ottobre 2014

Fine giornata


L'aria lercia dei pensieri di giornata
ansima tra capelli sconosciuti
sembra un uragano.
Ricadono nel vortice ...

le pene in seno a gente dal capo chino.
Il viso resta teso o meglio indifferente
per abitudine e per adulto contegno,
da grandi basta poco per ritornare piccoli.
I movimenti della metro sono bruschi
ma sembrano un cullare,
come avere una pianta a casa
e convincersi di essere in un giardino,
cupe farse terresti.
Ognuno
ha fissato un punto,
dalle pene
in dissolvenza
sono comparsi i sogni
ognuno
pare un bambino che trascorre l'estate
nel tentativo vitale di spostare col pensiero
qualsiasi oggetto che a tiro gli capita
e si perde ogni giorno in un sentiero
la fantasia
mentre sua madre nella stanza accanto
recita, come ogni sera, un cantilena
"Ave oh Maria...".
E fugge di mano
al bambino
anche l'ultimo tentativo
il colpaccio settembrino
della scuola spostare l’inizio.
E non sfugge
ai sognatori di fine giornata
l’arrivo della giusta fermata
per ripiegare i sogni non c’è tempo
si accartocciano da soli alla bell’e meglio
si adagiano in un atrio o in un ventricolo
hanno anche scelta,
in tutta fretta
si torna a casa.


© Anto Superbat

lunedì 22 settembre 2014

Cose che non si fermano

Quanto mi piace
l'idea del tempo che passa
della terra che gira intorno al sole
della luna che gira intorno alla terra
di me che giro per il mondo
e a volte per l'universo vago.

Le cose vive non si fermano
il cuore che spinge il sangue
il cervello che frena il cuore
un buon motivo che diventa azione
nei polmoni la ventilazione
e neppure la secrezione
di afflizioni.
Le cose vive non si fermano
anche le lacrime poi scendono
gocciolano
si perdono altrove
per la soddisfazione
di chi è vivo
e non si ferma.

© Anto Superbat


domenica 4 maggio 2014

Imparare dal volo





Saltando imparerai dal tuo stesso volo
che non c'è uomo più sincero
di colui che sotto ai piedi non ha suolo.

© Anto Superbat


domenica 2 febbraio 2014

Esploratore


L'angoscia del cielo
è l'arrivo del sentiero
eppure non ha dubbi
un animo selvaggio.
È come un cannocchiale
la cima a pochi metri
lo splendore di sentirsi piccoli
in uno spazio privo di confini
immaginare ancor più in là
sopra le nuvole,
attraverso la nebbia,
oltre la montagna,
al di là dell'orizzonte,
dentro un uomo,
tutto.